Lo SPAZIO BOCCIONI, sala delle esposizioni del Liceo Artistico Statale Umberto Boccioni inaugurata nel 1988 con una grande mostra collettiva di artisti contemporanei, è diventato oramai sinonimo di luogo deputato ad ospitare esposizioni ed eventi artistici di grande richiamo culturale.
Il luogo espositivo capiente ed attrezzato assolve la funzione di CONTENITORE CULTURALE e di luogo di incontro e di confronto tra la didattica e le professioni legate alle arti ed alla comunicazione visiva.
Particolare rilievo hanno avuto le esposizioni del recente triennio ospitando eventi di rilievo artistico con relative conferenze e dibattiti, curando con risorse totalmente interne la realizzazione e progettazione dei cataloghi e della promozione all’esterno.
Lo SPAZIO BOCCIONI è a cura della COMMISSIONE MOSTRE del nostro Liceo, coordinata dal Prof. Glauco Mambrini docente di Discipline Pittoriche.
l’impatto organizzativo ha permesso di coinvolgere docenti e studenti avvalendosi della collaborazione di altri docenti professionisti interni ed esterni: artisti, architetti, designers, critici, nonché di collezionisti e istituzioni pubbliche e private. Tutte le iniziative presentate hanno sempre ricevuto l’attenzione della stampa e dei media.

Un momento della premiazione con il Dirigente scolastico Prof. Giuseppe Como del IVX Premio Boccioni 2010, avvenuta il 29 maggio durante lo svolgimento della giornata dell'arte. Il titolo tematico del concorso 2010 è stato: GLOCAL

2010
Il comitato organizzatore della XIV edizione del “Premio Boccioni” ha proposto per l’anno scolastico 2009-10, una riflessione sulle contaminazioni tra il “locale”, inteso come attenzione alla tradizione, all’identità culturale e alla biodiversità e, il “globale” rappresentato dalle profonde trasformazioni sociali determinate dai flussi migranti, dalla circolazione planetaria delle merci e dall’avvento di internet. Nulla rimane identico a se stesso; tutto si trasforma.
L’arte è uno strumento straordinario per indagare il senso del divenire e le trasformazioni sociali, da una parte, e la perdita della tradizione e il bisogno di territorialità, dall’altra.
Il partecipante, servendosi degli strumenti e dei linguaggi visivi che ritiene più idonei,
esprima in modo creativo la pluralità del nostro tempo.
Sono stati invitati come ogni anno a partecipare, studenti dei licei e degli istituti d’arte della Lombardia

2009-Paesaggi consapevoli
E’ esperienza quotidiana di chiunque attraversare in auto i territori informi dell’hinterland caratterizzati da quello che comunemente chiamiamo “città diffusa”: saturazioni di edifici indifferenziati, improvvisi fuori scala delle cattedrali del commercio, assenza di tessuto connettivo. E ancora , il sorgere rapido di nuovi complessi che cancella la memoria che avevamo dei luoghi, fa oscillare tra l’ancoraggio alle cartoline degli immutabili centri storici e il disagio di vivere in nuovi territori senza rappresentazione. Ma uno spazio illeggibile è uno spazio che non esiste nella coscienza e questa mostra è un’occasione per incontrare la forma, e quindi l’interpretazione, che di questi spazi hanno costruito alcuni grandi fotografi.
L’obiettivo, attraverso le collezioni del museo di Fotografia contemporanea, non è  però solo quello di  avvicinare il grande pubblico a questa forma d’arte, ma di contribuire anche alla messa a fuoco del concetto di paesaggio.
La lettura simultanea di tre grandi momenti, come quelli contrassegnati dalle committenze pubbliche promosse dalla Provincia di  Milano (1987-2002), permette infatti di incontrare diverse concezioni e diverse traduzioni sul piano iconografico  e linguistico, passando dalle “vedute”, agli “oggetti” e ai  “corpi”,  su cui si sedimentano il ritmo e l’alienazione della vita metropolitana,  (corpi quindi) o ( e che) che diventano la nuova “interfaccia del paesaggio urbano”.

2008
LA STAMPERIA UPIGLIO – Un’avventura moderna e internazionale.
La straordinaria avventura di Giorgio Upiglio a Milano non poteva mancare nel nostro percorso nel contemporaneo poiché permette di avvicinare alcuni dei più grandi protagonisti che ancora oggi convergono  quotidianamente nella stamperia di via Fara. Anche se nella vulgata la stampa viene considerata, a torto, un’attività minore, la conoscenza dei processi, le poetiche, le sperimentazioni, restituiscono a questa tecnica tutta la dignità piena della ricerca artistica autonoma, capace di assumere la logica e le potenzialità intrinseche dei mezzi per costruire percorsi assolutamente originali e non ancillari rispetto, ad esempio, alla pittura.
Anche la serialità  cui abitualmente si associa la litografia è messa in discussione come si può evincere dalla sezione dedicata ai monoprint e monotipi.
Questa mostra è anche un’occasione per mettere a fuoco il  ruolo che le competenze “tecniche” svolgono non solo nella didattica contemporanea ma anche nel giudizio estetico.

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